L'alimentazione sostenibile

Alimentazione sostenibile: come mangiare sano e senza spreco

Le azioni di oggi sono il futuro di domani, anche quando ci mettiamo a tavola. È questo in fondo il significato dell’alimentazione sostenibile.

Sapevi che i paesi più sviluppati consumano in media più cibo di quanto ne hanno realmente bisogno? Oppure che la produzione alimentare è responsabile di un quarto delle emissioni di gas serra totali?

Si dice spesso che “siamo ciò che mangiamo”. Se fosse davvero così allora non c’è da andarne fieri, visto il consumo massivo di cibi processati e raffinati, tanto nocivi per la salute quanto inquinanti per l’ambiente.

Serve un cambio di rotta, che significa mangiare salutare, scegliendo cibi più sani ma anche evitando gli sprechi e l’inquinamento. 

In questo articolo potrai vedere come e perché è così importante adottare la sostenibilità a tavola, ma anche come fare per evitare lo spreco di cibo nel mondo con piccole azioni quotidiane.

Continua a leggere.

Alimentazione Sostenibile, cos’è ?

Una prima definizione di alimentazione sostenibile la si può ricavare dall’obiettivo numero 2 dei 17 obiettivi dichiarati nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, ovvero: “Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”

Dell’alimentazione sostenibile esiste anche una definizione data dalla FAO del 2010. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, infatti, si tratta di un tipo di alimentazione che: 

  • ha un ridotto impatto sull’ambiente;
  • soddisfa le linee guida nutrizionali;
  • rispetta la biodiversità e gli ecosistemi;
  • ottimizza le risorse naturali e umane;
  • è economica, accessibile e culturalmente accettabile per tutti.

Attualmente, il sistema di produzione alimentare è tra i settori più energivori nonché tra le prime cause di: 

  1. Cambiamento climatico;
  2. Emissioni gas serra;
  3. Esaurimento delle risorse naturali;
  4. Inquinamento idrico e ambientale;
  5. Deforestazione intensiva;
  6. Sovrasfruttamento dei terreni;
  7. Alterazione delle biodiversità;
  8. Disuguaglianza nell’accesso alle risorse alimentari.

Adottare un sistema alimentare sostenibile significherebbe quindi ridurre l’impatto negativo che il settore agroalimentare provoca sull’ambiente.

Seguire questo modello di produzione e alimentazione comporta inevitabilmente dei cambiamenti nelle proprie abitudini. È una sfida, certo, ma non impossibile come vedremo nei prossimi paragrafi.

 

Leggi anche: “Piramide degli alimenti: tutto quello che devi sapere”.

Quali sono i principi della sostenibilità alimentare

Come adottare un’alimentazione più sana e sostenibile nel nostro quotidiano?. Facendo riferimento a quelli che sono i 3 principi cardine della sostenibilità:

  1. Consumare meno cibo;
  2. Ridurre lo spreco alimentare;
  3. Limitare il consumo di prodotti alimentari di origine animale.

Il primo passo verso la sostenibilità quindi è equilibrare la disuguaglianza tra quella parte del mondo che fa i conti con la denutrizione e quella industrializzata che tende al sovraconsumo alimentare.

Questo va di pari passo con la questione degli sprechi alimentari. Solo in Europa ogni anno vengono gettate 88 milioni di tonnellate di cibo. Il 53% di queste è costituito da spreco alimentare domestico.

Ridurre questa percentuale significherebbe limitare anche l’impiego di risorse agrarie, idriche ed energia per questi prodotti.

La produzione di alimenti di origine animale ad esempio richiede un ingente impiego di risorse rispetto a quelle vegetali, con la conseguenza di avere un impatto maggiore sull’ambiente in termini di sfruttamento di acqua e emissioni di CO2.

Nel prossimo paragrafo vediamo come puoi ridurre lo spreco di cibo e mangiare in modo sostenibile tutti i giorni. Continua a leggere.

Come mangiare in modo sostenibile ed evitare lo spreco alimentare

In Italia secondo la Coldiretti nel 2021 si sono sprecati ben 67 Kg di alimenti pro capite, per un totale di 4 milioni di tonnellate. Tra i generi alimentari più sprecati ci sono soprattutto frutta, verdura, pane e in generale tutti i prodotti freschi e deperibili.

Ma perché in ogni casa italiana ci sono sprechi di cibo? I motivi si possono ridurre semplicemente ai seguenti:

  1. Si comprano troppe cose;
  2. Non si conservano bene gli alimenti;
  3. Ci si dimentica delle date di scadenza.

Imparare a mangiare in modo sostenibile significa anche capire come gestire gli sprechi alimentari:

Organizzando settimanalmente i pasti;

  1. Preparando una lista della spesa e attenersi esclusivamente ad essa;
  2. Acquistando solo ciò che realmente si intende consumare;
  3. Controllando le date di scadenza al momento dell’acquisto;
  4. Disponendo gli alimenti in frigo e in dispensa partendo dalla data di scadenza più vicina;
  5. Riutilizzando gli avanzi.

Per essere dei consumatori consapevoli e attenti non basta imparare a ridurre lo spreco di cibo. Nel prossimo paragrafo troverai un decalogo di regole per adottare un’alimentazione davvero sostenibile. Continua a leggere.

10 consigli per un’alimentazione sostenibile

Anche tu puoi contribuire alla salute del pianeta. Sembra forse scontato, ma tanti piccoli gesti quotidiani e consapevoli possono fare davvero molto. Mangiare in modo sano e sostenibile non è complicato. 

Certo può essere difficile all’inizio perché dovrai cambiare abitudini radicate e abbracciare uno stile di vita nuovo, ma tutto sta cominciare. 

In che modo ce lo spiega la FAO nel documento “Sustainable Diets and Biodiversity” dove elenca le linee guida per intraprendere uno stile di vita sostenibile a 360°:

  1. Prediligi prodotti di stagione e a chilometro zero: sono più buoni e nutrienti e comportano meno emissioni di CO2 date dal trasporto da luoghi lontani. Questo significa anche scegliere di rifornirsi da produttori locali;
  2. Usa cibi e ingredienti freschi: ridurrai la circolazione di imballaggi e confezioni in plastica inutili, limitando anche l’impatto della catena di distribuzione;
  3. Sostieni i piccoli allevatori e pescatori sostenibili locali: questo aiuta a proteggere ecosistemi marini, a ridurre l’inquinamento e a evitare la sofferenza degli animali allevati in maniera intensiva;
  4. Varia sempre la tua alimentazione: ti permetterà di ampliare la scelta dei cibi che metterai a tavola riscoprendo anche alimenti di stagione che non conoscevi; 
  5. Riduci il consumo di carne: in particolare quella rossa e lavorata. Gli allevamenti intensivi sono tra le attività agroalimentari di maggior impatto ambientale (circa il 15% di emissione dei gas serra);
  6. Scegli prodotti alimentari vegetali: serve ad avere abitudini sane a tavola ma anche a ridurre l’impatto sull’ambiente della produzione alimentare. Limita anche il consumo di latte vaccino, uova e formaggi scegliendo alternative vegetali a base di soia e riso;
  7. Abbandona cibo processato e confezionato: snack, merendine, bibite ecc… sono ricchi di zuccheri, grassi e sale e non sono compatibili con una dieta sostenibile;
  8.  Aumenta l’apporto di cereali integrali: sono nutrienti e soprattutto richiedono meno lavorazione e quindi meno spreco di risorse;
  9. Consuma più legumi: sono una fonte di proteine vegetali molto più sostenibile rispetto a quelle animali;
  10. Mangia cibi nutrienti e consuma 5 porzioni di frutta e verdura al giorno: mangiare sano fa bene alla salute, avrai meno fame e meno tentazione di consumare prodotti industriali che inquinano di più. 

E non dimenticarti dell’acqua. L’Italia è tra i paesi che consuma più acqua in bottiglia di plastica. Se vuoi adottare un’alimentazione davvero sostenibile comincia a bere anche in modo più ecologico. In che modo? Semplicemente bevendo l’acqua che sgorga dal rubinetto.